Grande novità in casa Affinity. Dopo l’acquisizione da parte di Canva, il team di Affinity ha unificato le sue applicazioni storiche (Photo, Designer, Publisher) in un’unica app che mi è sembrata più veloce e ricca di funzioni. In questo articolo ti racconto perché vale la pena provarla, cosa c’è di nuovo, come funziona l’integrazione con l’AI di Canva e quali sono i pro e i contro emersi dai primi test reali.
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Perché Affinity può interessarti (anche se parti da zero)
Io sono Giuseppe Basile, consulente di marketing digitale. Nel mio lavoro ho sempre avuto bisogno di un software affidabile soprattutto per il fotoritocco e la grafica: dai banner per i siti, ai visual per i social, fino agli ebook (in casi rarissimi). Per anni mi sono affidato ai soliti colossi in abbonamento mensile (e sono sicuro saprai già a chi mi riferisco). Erano potenti, sì, senza ombra di dubbio ma spesso costosi per freelance e piccole imprese e per quanto mi riguarda molte funzioni non le usavo quasi mai.
Con Affinity Photo prima e con la nuova app oggi, ho trovato un buon equilibrio tra qualità, costo e velocità di lavoro.
Se realizzi contenuti per il web, impagini PDF o fai post-produzione delle foto scattate in azienda, il passaggio da “file grezzo” a “visual pronto” è inevitabile: bilanciamento del bianco, nitidezza, colori, ritocchi localizzati. Qui Affinity offre una cassetta degli attrezzi completa, senza la barriera dell’abbonamento ricorrente.
La svolta: un’unica app
La novità più evidente è proprio l’unificazione: all’avvio puoi scegliere il modo di lavoro tra Vettori, Pixel (fotoritocco), Layout (impaginazione). La mia è ancora una prima impressione, ma conto di approfondire nei prossimi giorni e rilasciare un altro video (ti sei già iscritto al mio canale???)
Tutto questo ora è possibile averlo dentro la stessa interfaccia. Risultato? Meno frizioni, più continuità tra attività diverse e, dai miei test, tempi di caricamento sensibilmente migliorati rispetto alle versioni precedenti.
In pratica puoi passare da un ritocco veloce su un’immagine, alla creazione di un logo vettoriale, fino all’impaginazione di un ebook, senza cambiare programma. Per chi lavora in autonomia è un risparmio di tempo concreto.
Prima infatti con Affinity la situazione era questa: dovevi acquistare varie versioni del software se volevi usare il vettoriale o lavorare con i pixel. E, per ogni app, dovevi acquistare la versione per mac o per windows. Già solo questo costava.
Ora, invece, hai tutto in un’unica app e… GRATIS. Troppo bello per essere vero? Eh, ti capisco.
Prezzo e modello d’uso: cosa è davvero gratis
La nuova app si scarica gratuitamente per macOS e Windows (la versione per iPad è ancora in lavorazione). Puoi iniziare subito a lavorare senza pagare, sfruttando gli strumenti classici di Affinity (ritocco, livelli, regolazioni, penna vettoriale, tipografia, pagine mastro e così via).
Dove entra in gioco il pagamento? Nelle funzionalità AI collegate a Canva: alcune azioni (es. generazione immagini, riempimento generativo, estensioni dell’inquadratura) consumano crediti AI disponibili con Canva Pro. Non è un costo proibitivo, ma va messo in conto se vuoi spingere sulle feature intelligenti.
Sinceramente non ho ancora capito se queste funzionalità ci sono anche con il piano free di Canva. Devo ancora approfondire perché io ho il piano Pro. In un prossimo video o in un prossimo articolo proverò a fare dei test.
L’integrazione con Canva AI: cosa puoi fare davvero
Dentro Affinity trovi gli strumenti di AI generativa collegati a Canva. In pratica, da ciò che ho provato io, puoi:
- Estendere un’immagine oltre i bordi (outpainting)
- Usare il riempimento generativo per aggiungere/rimuovere elementi
- Sostituire o migliorare porzioni di foto con prompt testuali
- Generare nuove immagini a partire da richieste specifiche
Dai test che ho fatto, i risultati sono variabili (come in tutti i tool AI): dipendono molto dalla qualità dell’immagine di partenza e dalla precisione del prompt. Il consiglio pratico è sempre lo stesso: fai più tentativi, conserva la versione originale a livelli e intervieni a mano dove serve per ottenere un risultato pulito.
Esempio pratico: dal ritocco base alle funzioni smart
Immagina di dover preparare una foto profilo per il sito. Con la modalità Pixel puoi sistemare in pochi minuti:
- Luminosità/contrasto e vividezza/saturazione
- Nitidezza e riduzione rumore
- Regolazioni locali con pennelli e maschere
Se la foto ha un taglio troppo stretto, con l’AI puoi allargare la scena e far “inventare” al sistema i bordi mancanti in continuità con lo sfondo.
Se c’è un dettaglio che disturba (un riflesso sugli occhiali, un oggetto alle spalle), selezioni l’area e provi il riempimento generativo per correggerlo. Quando l’AI “esagera” (capita), si torna al ritocco manuale e si rifinisce. Almeno io opero in questo modo
Vettoriale e impaginazione: tutto in casa
La modalità Vettori torna utile per loghi, icone, illustrazioni scalabili. La modalità Layout per impaginare presentazioni, brochure, schede prodotto o veri e propri ebook con pagine mastro, griglie e stili tipografici coerenti.
Cosa manca (per ora): la “vera” continuità cloud
Ripeto: l’ho ancora provato poco, ma devo approfondire. Questo paragrafo prendilo con le pinze.
La mia unica reale delusione: mi aspettavo una integrazione cloud nativa con Canva per sincronizzare i lavori tra dispositivi (Mac, PC, iMac). Al momento non ho trovato una sezione “Lavori Affinity” dentro Canva che raccolga i progetti in automatico. Esistono soluzioni alternative (salvataggi su cloud generico, account Affinity), ma sarebbe comodissimo avere tutto nello stesso ecosistema. Spero arrivi presto, chissà.
Performance e stabilità
Su Mac la nuova app mi è sembrata più scattante: avvio rapido, passaggi fluidi tra modalità e una buona stabilità anche con file pesanti. Vale comunque la regola d’oro: mantieni il progetto organizzato a livelli, nomina i layer, usa i salvataggi incrementali. In caso di AI, tieni d’occhio l’uso dei crediti, anche se, a essere sinceri, non ho ben capito quale sia il conteggio che en fa Canva. Approfondirò anche questo aspetto.
Pro e contro riassunti
Pro
- Un’unica app per foto, vettoriale, impaginazione e AI
- Gratis per l’uso standard; paghi solo se ti servono funzioni AI Pro (Canva pro)
- Velocità migliorata e interfaccia coerente
Contro
- Dai miei test sembra che serva Canva Pro per alcune funzioni
- Manca (per ora) una sincronizzazione cloud profonda con Canva
- Come tutte le AI, i risultati richiedono revisione umana
A chi lo consiglio
- Freelance e piccole attività che vogliono uno strumento potente senza abbonamenti pesanti
- Creator e marketer che preparano visual per siti, blog, social, newsletter
- Chi impagina presentazioni/ebook e vuole gestire il progetto in casa
- Chi parte da zero e vuole imparare su una piattaforma unica, moderna e gratuita
Suggerimenti pratici per iniziare bene
- Dedica un’ora ai tutorial ufficiali per orientarti tra modalità e pannelli (soprattutto se non l’hai ai usato prima d’ora)
- Imposta un kit di brand (colori, font, stili) da riusare in tutti i lavori
- Per l’AI: scrivi prompt specifici, salva versioni diverse, rifinisci a mano
- Organizza i file in cartelle per progetto e usa nomi chiari per i layer
Conclusioni
La nuova Affinity è un aggiornamento che cambia davvero il modo di lavorare: più veloce, più ordinata, tutto in un posto solo. Se fai marketing, crei contenuti o impagini materiali per clienti o per il tuo brand, vale la pena scaricarla e metterla alla prova.
Il mix “app gratuita + funzioni AI su richiesta” la rende una soluzione accessibile e scalabile. Se in futuro arriverà la sincronizzazione cloud nell’ecosistema Canva, per molti sarà la scelta naturale di tutti i giorni.
Fammi sapere nei commenti come ti trovi e se vuoi che prepari una guida passo passo con i workflow che uso per siti, blog e social.


